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LA NOSTRA STORIA
LE ISTITUZIONI STORICHE DEL
COMUNE DI POZZAGLIO ED UNITI
TRA IL XIV E IL XIX SECOLO
Il Comune di Pozzaglio ed Uniti
è il frutto dell'aggregazione delle attuali Frazioni di Casalsigone,
Solarolo del Persico, Castelnuovo Gherardi, Villanuova e Brazzuoli
che nei secoli scorsi erano tutte sede di Comune.
COMUNE
DI POZZAGLIO
Pozzaglio e situato a breve distanza
da Cremona, a 50 m. s.l.m., a lato della Strada Provinciale ex Strada
Statale n. 45 bis che dalla città conduce a Brescia, l'antica
"Brixiensis", uno dei cardini fondamentali della centuriazione
romana della zona.
IL NOME - E' opinione comune che il toponimo rivelerebbe
che l'area ricoperta da paludi fosse in epoca remota cosparsa da
bacini d'acqua in seguito completamente bonificati, anche se i padri
Barnabiti che ressero la chiesa parrocchiale a partire dal 1571
sono di diverso avviso, avanzando l'ipotesi che il paese abbia preso
il nome da un pozzo di proprietà della Congregazione, situato
in una pezza di terra con case, piazza ed orti chiamata il Cortile
di Brusalupo. (la zona corrispondente alla Via del Brolo, davanti
alla piazza della chiesa).
LA SORIA - La località fu insediamento romano
e nel secolo XI era feudo imperiale governato e amministrato dai
Vescovi-Conti (come attesta un documento del 1034).
E' certo che nel 1385 Pozzaglio era pieve (chiesa rurale battesimale
matrice di tutte le altre chiese del distretto) ed aveva sotto di
sé le chiese di Casalsigone, Castelnuovo Gherardi, Barbiselle
e Villasco. La chiesa si trovava nell'angolo del campo San Cristoforo
davanti all'attuale cimitero.
Pozzaglio è citato negli elenchi dei Comuni del contado di
Cremona nel 1562 e nel 1634.
La confraternita degli Umiliati (ordine soppresso nel 1570) del
Convento di S. Giacomo in Cremona possedeva in Pozzaglio una casa
padronale con terreni e chiesa parrocchiale, nel 1566 il preposto
Luigi Bescapè affittò le circa 1350 pertiche di terra
in parte a Nicolao de Gerenzanis per la maggior parte e circa 304
a Nicolao della Fossa.
La vita religiosa era assicurata da un sacerdote diocesano "curato"
don Antonio de Clamacoris già da vent'anni.
I Padri Barnabiti subentrarono nella gestione il 19 maggio 1570
ed affittarono il terreno a Giuseppe Cerruto Cremonese il 27 giugno
1751, per nove anni, in seguito un Padre Barnabita si insediò
a Pozzaglio insieme ad uno o due fratelli conversi del Collegio
di Cremona.
Nel "compartimento territoriale specificante le cassine"
del 1751, Pozzaglio era una comunità di 358 anime della provincia
superiore del Contado Cremonese, era un Comune infeudato amministrato
dal deputato , dal cancelliere e dal console, mentre il consiglio,
costituito da tutti gli iscritti all'estimo rurale, si riuniva solo
per eleggere gli ufficiali del Comune e per motivi di particolare
importanza. Al cancelliere residente in loco, era affidata la redazione
delle pubbliche scritture e la custodia dei documenti del Comune,
la comunità nominava anche al pubblico incanto il tesoriere
al quale era affidata la custodia delle pubbliche scritture.
Il 26 maggio 1587 il Padre Domenico Boerio, preposto del Collegio
di San Giacomo e Vincenzo di Cremona, pose solennemente la prima
pietra per la costruzione della chiesa attuale, utilizzando anche
il materiale dell'antica pieve. La nuova chiesa fu consacrata il
giorno 6 settembre 1592 e dedicata, come l'antica, a San Lorenzo
Martire.
Pozzaglio ricoprì un ruolo importante nelle vicende storiche
del 1647-48, quando diventò sede del Quartier Generale spagnolo
durante l'assedio della città da parte degli eserciti di
Francia, Savoia e Modena.
Nel compartimento territoriale di Milano con editto del 10 giugno
1757 e nel compartimento della Lombardia austriaca pubblicato con
editto del 26 settembre 1786, Pozzaglio risulta inserito nella delegazione
VII della provincia superiore di Cremona.
Secondo la legge emanata in data 1° maggio 1798 Pozzaglio era
uno dei Comuni del distretto XIV di Casalbuttano del dipartimento
dell'Alto Po e nella Repubblica Cisalpina con legge emanata il 13
maggio 1801, era uno dei 142 comuni del distretto I di Cremona del
compartimento dell'Alto Po.
Con decreto emanato in data 8 giugno 1805 il Comune di Pozzaglio
in applicazione della legge del 24 luglio 1802 e in virtù
dei 375 abitanti fu classificato come Comune di III classe e venne
incluso nel cantone IV di Casalbuttano del distretto I di Cremona
del compartimento dell'Alto Po.
In attuazione del decreto 14 luglio 1807 il 1 gennaio 1810 fu concentrato
nel Comune di Corte de Frati e nel 1816 era un Comune del distretto
V di Robecco.
Nel 1853 Pozzaglio, Comune con convocato e con popolazione di 553
abitanti, era incluso nel del distretto IV di Robecco della Provincia
di Cremona.
Il Comune venne soppresso con Regio Decreto del 22-12-1867 e aggregato
al Comune di Casalsigone ed Uniti a partire dal 1 gennaio 1868.
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REGIO DECRETO 4144 - Soppressione dei comuni
di Pozzaglio e Solarolo del Persico
- Pubblicato nella gazzetta
ufficiale del 8 gennaio 1868 -
VITTORIO EMANUELE II, RE
D'ITALIA.
Sulla proposta del ministro
dell'interno; - viste le deliberazioni emesse dai consigli
comunali di Pozzaglio, Solarolo del Persico e Casalsigone
ed Uniti nelle adunanze del 14 dicembre 1865 e 14 aprile ultimo,
nonché quelle del consiglio provinciale di Cremona
in data 30 gennaio scorso; - visti gli articoli 13 e 14 della
legge sull'amministrazione comunale e provinciale in data
20 marzo 1865; - abbiamo decretato e decretiamo:
Art. 1. A partire dal 1 gennaio 1868 i Comuni di Pozzaglio
e Solarolo del Persico sono soppressi, ed aggregati a quello
di Casalsigone ed Uniti.
Art. 2 Fino alla ricostituzione del novello consiglio comunale,
cui si procederà a cura del prefetto della provincia
nei modi di legge, gli attuali consigli comunali di Pozzaglio,
Solarolo del Persico e Casalsigone ed Uniti continueranno
ad esercitare le loro attribuzioni, curando però di
non vincolare in modo alcuno l'azione della futura rappresentanza.
Ordiniamo che il presente decreto, munito del sigillo dello
Stato, sia inserto nella raccolta ufficiale delle leggi e
dei decreti del Regno d'Italia, mandando a chiunque spetti
di osservarlo e di farlo osservare.
Dato a Firenze, addì 22 dicembre 1867.
VITTORIO EMANUELE
GUALTIERO
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